ragazza con ADHD che non riesce a leggere
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ADHD: quando la motivazione peggiora il blocco

Nell’ADHD adulto, non tutto ciò che aumenta la spinta aiuta ad agire. A volte il problema non è la motivazione, ma il costo dell’avvio.

Quando un adulto con ADHD resta fermo davanti a un compito, una delle letture più comuni è questa: manca la motivazione.

Allora si prova a lavorare sul perché.
Sull’importanza del compito.
Sul fatto che “dovrebbe farlo”.
Sul motivo per cui per la persona è importante.

A volte questo aiuta.

Ma non sempre.

Ci sono casi in cui aumentare la motivazione non sblocca l’azione. La rende più difficile.

Perché una persona può voler fare una cosa davvero.
Può considerarla importante.
Può pensarci per ore.
Può stare male perché continua a rimandarla.

Eppure, nel momento in cui dovrebbe iniziare, resta ferma.

Qui per me c’è una distinzione semplice ma importante: motivazione e avvio non sono la stessa cosa.

La motivazione riguarda quanto una cosa conta.
L’avvio riguarda il passaggio concreto tra intenzione e inizio.

Le due cose sono collegate, ma non coincidono.

Una persona può essere motivata e non riuscire comunque a partire.

Quando il compito è già molto carico di significato, aumentare ancora la spinta può alzare la pressione interna.
Il compito diventa più pesante.
Più delicato.
Più difficile da iniziare in modo imperfetto.

E a quel punto il blocco non si riduce.
Si irrigidisce.

Non perché la persona non ci tenga abbastanza.
Spesso è il contrario.

Ci tiene così tanto che entrare nell’azione diventa più costoso.

Per questo, in alcuni casi, non serve aggiungere spinta.
Serve togliere attrito.

Non chiedersi solo:
“Come facciamo ad aumentare la motivazione?”

Ma anche:
“Che cosa rende così difficile iniziare, proprio qui?”

Per esempio:

  • il primo passo non è abbastanza chiaro
  • l’idea di come si dovrebbe iniziare è troppo rigida
  • il compito è già pieno di aspettativa
  • appena la persona prova a partire, entra troppo controllo su di sé
  • il costo interno dell’avvio è già alto

Questa per me è una distinzione centrale anche nel lavoro psicoeducativo e formativo sull’ADHD adulto.

Perché non tutto il blocco parla di volontà.
A volte parla di soglia.
Di frizione.
Di accesso all’azione.

Ed è proprio qui che il concetto di attrito diventa utile: nel rendere visibile quello che si accumula tra il voler fare e il riuscire a iniziare.

Questo è uno dei punti centrali del Metodo Punto di Avvio:
non guardare solo quanto una cosa conta, ma che cosa succede nel momento esatto in cui dovrebbe cominciare.

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