Uomo con ADHD che medita
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Perché la mindfulness “classica” fallisce con la neurodivergenza

Chiudi gli occhi, resta immobile e concentrati solo sul tuo respiro“.

Quante volte abbiamo proposto (o visto proporre) questa classica indicazione sperando di abbassare l’arousal o l’ansia di una persona? E quante volte, di fronte a una persona con ADHD o nello spettro autistico, il risultato è stato l’opposto: un aumento dell’agitazione, della frustrazione o una chiusura totale?

Mi presento: sono Chiara Guarascio, dottoressa in Psicologia clinica e persona neurodivergente.

Negli anni ho osservato un paradosso frustrante: le persone neurodivergenti sono quelle che più beneficerebbero di strumenti per la regolazione emotiva e la decompressione (a causa del masking, del sovraccarico sensoriale e del frequente burnout). Eppure, le pratiche di mindfulness standard sembrano progettate per respingerle.

L’immobilità forzata richiede un enorme dispendio di energie esecutive. Per chi prova spesso fatica sensoriale o trauma, l’attenzione interoattiva (focalizzarsi sul battito cardiaco o sul respiro) può innescare allarme, non calma.

È necessario un approccio neuro-adattato.

Sono necessarie ancore esterne, la mindfulness in movimento, stimoli sensoriali prevedibili e un linguaggio che non attivi l’evitamento delle richieste.

Ho creato una vera e propria libreria di strumenti di lavoro per gli operatori (psicologi, psicoterapeuti, educatori, coach e addetti alle risorse umane) ma anche per le persone neurodivergenti.

Di cosa parlo qui

– Psicoeducazione clinica: articoli di riflessione su come adattare le pratiche di rilassamento ai vari profili neurodivergenti;

L’obiettivo è farvi risparmiare tempo e fornirvi risorse sicure, efficaci e prive di barriere invisibili da integrare direttamente nella vostra pratica professionale.

Un regalo per iniziare

Per farvi capire esattamente di cosa parlo, vi lascio qui sotto una mia traccia audio gratuita dal titolo ADHD: scansione del “rumore bianco”. Si tratta di un esercizio di grounding che trasforma i suoni esterni e il ritmo del corpo in un ‘rumore bianco’ avvolgente. Una scansione attiva per calmare la mente iperattiva senza doverla spegnere. Ascoltatela e immaginate a quale vostro paziente potrebbe essere utile già da domani. Una nota: studiando le reazioni delle persone neurodivergenti alle tracce per ADHD, ho trovato molti commenti in cui gli utenti si lamentavano dell’eccessiva lentezza della traccia. Sentire parlare lentamente è quasi più fastidioso di un rumore molesto, motivo per cui ho mantenuto una velocità di lettura normale.

Se lavorate con la neurodivergenza e cercate strumenti pratici per la regolazione emotiva, inserite la vostra email qui sotto per iscrivervi. I prossimi contenuti arriveranno direttamente nella vostra casella di posta, senza spam e senza algoritmi.

Disclaimer: non sono una terapeuta, non fornisco consulenze personali e non interagisco direttamente con gli utenti

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